La vita che imposta ci viene,
che si vuol sia un bene prezioso,
è una cosa che non ci appartiene,
è un debito in contenzioso. . . . . .
Non l’abbiamo per niente richiesta,
tantomeno l’abbiam “ meritata “,
pur se viene onorata qual festa
che, ogni anno, si vuol celebrata.
Il suo scorrere sempre oneroso,
col suo carico di triboli e pene,
nel cammino ognor doloroso
è condanna piuttosto che un bene.
Padri e madri son sempre impegnati
a crear innocenti creature,
che a subir saran condannati
in gran copia tormenti e torture.
La Scrittura lo suol minacciare,
non si sa per che iniqui concetti,
che i figli debban sempre pagare
per degli avi i pur gravi difetti.
Con pensioni da fame erogate
si può appena pagare l’affitto,
degli anziani son certo mirate
a negar alla vita il diritto.
Di gran lunga assai meglio la morte,
per por fine ad una ria sorte,
dell’infame che vien definita
col beffardo eufemismo di “ vita “.
domenica 26 aprile 2009
domenica 12 aprile 2009
SE POTESSI... (Atto di dolore)
Se potessi…
( Atto di dolore )
Se potessi indietro tornare
e rifar della vita il cammino,
tante cose vorrei or cambiare,
ond’il corso mutar del destino.
Come figlio fui troppo vivace;
non di rado fui poco obbediente,
dei miei cari ho turbato la pace,
specialmente, poi, come studente.
Al papà che s’è in guerra immolato,
in ossequio al dovere e all’onore,
allorquando fui a scuola bocciato,
ho inflitto la morte nel cuore.
E mia madre che mamma divenne,
quand’ancor poco più che bambina,
restò vedova, appena trentenne,
con tre figli e nel cuore una spina.
Madre tenera assai premurosa,
il suo amore giammai fè mancare,
fu modesta, seppur generosa,
per sé nulla osò mai riservare.
Io di certo non l’ho ripagata
quanto avrebbe pur ben meritato,
pur avendola in còr adorata,
di far strada sol preoccupato.
Coi fratelli fui anche carente;
non ho certo il vuoto colmato,
non restando con cura presente,
nelle veci del padre mancato.
Pur l’amata, fedele mia sposa
mi fu d’uopo, ahimè, trascurare,
impegnato ad oprar senza posa,
per la paga poter integrare.
Ho trascorso gli anni più belli
per lavoro dai figli lontano,
trascurando i preziosi gioielli
che tenevo a portata di mano.
Se potessi indietro tornare,
se volesse così il Divino,
tutto questo vorrei rimediare,
ai miei cari addolcire il cammino.
L’esistenza è, ahimè, monocorde !
Quand’errata risulta un’azione,
pur s’il cuore lo strazio rimorde,
vien negata la riparazione. . . . .
Se la vita è un total fallimento,
sull’estratto che vien presentato,
non si sconta nessun pentimento
al bancario sportello del Fato !
LA MENTE E IL CUORE
Per farci ponderare
in ogni situazione
e quindi valutare
il “pro” d’ogni questione,
è d’uopo adoperare
il ben della ragione:
del Padre generoso,
il dono più preziozo.
Ei diede pur del cuore
l’impulso incontrollato.
guidato dall’amore,
ma al calcolo negato,
così che all’errore
è molto più portato.
Un monito s’impone
a tutte le persone:
Seguendo noi la mente
di rado sbaglieremo,
ma, conseguentemente
quando in error cadremo,
assai amaramente
allor ci pentiremo.
Mai pace ci daranno
la rabbia e l’affanno.
Seguendo noi del cuore
i suoi suggerimenti,
da ogni nostro errore,
per nobil sentimenti,
giammai ne avrem dolore,
nè mai ne avrem tormenti!
E’ guida all’esistenza
la voce di coscienza.
venerdì 10 aprile 2009
L' Amore
L'amore è il sentimento
dell'alma nutrimento.
almeno finch'è dura,
finchè non si snatura....
Assai di più la sazia
il ben dell'amicizia
che, se sincera e pura,
è sempre imperitura !
dell'alma nutrimento.
almeno finch'è dura,
finchè non si snatura....
Assai di più la sazia
il ben dell'amicizia
che, se sincera e pura,
è sempre imperitura !
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