domenica 12 aprile 2009

SE POTESSI... (Atto di dolore)

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Se potessi…
( Atto di dolore )

Se potessi indietro tornare
e rifar della vita il cammino,
tante cose vorrei or cambiare,
ond’il corso mutar del destino.

Come figlio fui troppo vivace;
non di rado fui poco obbediente,
dei miei cari ho turbato la pace,
specialmente, poi, come studente.

Al papà che s’è in guerra immolato,
in ossequio al dovere e all’onore,
allorquando fui a scuola bocciato,
ho inflitto la morte nel cuore.

E mia madre che mamma divenne,
quand’ancor poco più che bambina,
restò vedova, appena trentenne,
con tre figli e nel cuore una spina.

Madre tenera assai premurosa,
il suo amore giammai fè mancare,
fu modesta, seppur generosa,
per sé nulla osò mai riservare.

Io di certo non l’ho ripagata
quanto avrebbe pur ben meritato,
pur avendola in còr adorata,
di far strada sol preoccupato.

Coi fratelli fui anche carente;
non ho certo il vuoto colmato,
non restando con cura presente,
nelle veci del padre mancato.

Pur l’amata, fedele mia sposa
mi fu d’uopo, ahimè, trascurare,
impegnato ad oprar senza posa,
per la paga poter integrare.

Ho trascorso gli anni più belli
per lavoro dai figli lontano,
trascurando i preziosi gioielli
che tenevo a portata di mano.

Se potessi indietro tornare,
se volesse così il Divino,
tutto questo vorrei rimediare,
ai miei cari addolcire il cammino.

L’esistenza è, ahimè, monocorde !
Quand’errata risulta un’azione,
pur s’il cuore lo strazio rimorde,
vien negata la riparazione. . . . .

Se la vita è un total fallimento,
sull’estratto che vien presentato,
non si sconta nessun pentimento
al bancario sportello del Fato !

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