sabato 9 maggio 2009

JENNY (Composta a consolazione di un'amica a suo dire votata al suicidio, perchè abbandonata dal marito a 60 anni.)

Alla caduta degli dei pagani
l’Olimpo deserto si fè in un lampo,
sotto minaccia de’ strali cristiani.
La bella Venere, in cerca di scampo,
dopo una scelta durata millenni,
rifugio trovò nel corpo di Jenny.
Apollo e Diana la seguiron saggi,
agli occhi donando del sol i dardi
e della luna romantici i raggi,
sì ch’essa li ebbe di fuoco e maliardi.
Quindi Minerva, dea dotta e sapiente,
dimora ideale trovò in sua mente.
S’ella l’occhi dischiude e s’addorme,
spentosi il sole, divien notte fonda;
il mondo nel buio diventa informe,
immoto e silente sì come tomba. . . .
Ma allor che li apre e si fa desta,
di mille luci è tutta una festa !
Allorchè il guardo su me ella posa,
ogni mia vena, sconvolta, mi vibra;
avvampa il viso e si tinge di rosa,
violento il cuore percuote ogni fibra.
Allor la smania febbrile m’assale
di stringerla forte, da farle male.
Ma quando son solo e penso al tutto,
l ’amor senile mi mette alla gogna,
eppur m’assale la brama del frutto,
ch’in sogno ho già colto, senza vergogna. . .
Se fossi saggio dovrei evitarla,
ma ormai non posso dimenticarla.
Ebbene sia fatto il volere di Dio !
Il cuore s’inoltri ne l ’arduo sentiero,
pur se pagarne dovrò caro il fio. . . . .
Sottrarmi non posso al suo pensiero;
e se cocente n’avrò delusione,
col pianto e il duolo farò espiazione !
Ma se cupido le inviasse il dardo
ad infiammarne l’indurito cuore,
a nuova vita sorgerà il vegliardo,
sì che donandole tutto l’ardore,
la farà assurgere al settimo cielo,
poscia che sciolto ne avrà tutto il gelo.
Il fiore maturo che colto non sia,
disperde e spreca la grazia e l’olezzo,
non reca ornamento, neppur poesia:
ai doni di Dio è offesa e disprezzo.
Al mondo maggiore ricchezza non v’ha
ch’altrui esser fonte di felicità.
Fu “Carpe diem” latina esortazione
con cui Orazio, or son mill‘anni
A coglier invitava ogni occasione
Pur d’obliar del viver gli affanni.
Anch’il Medici incitava all’ebbrezza,
poiché del diman non s’ha certezza.
Se alfine negato mi sarà il suo amore,
allor giunga presto la dipartita,
che sia la morte a spegner l’ardore,
alfin che la febbre mi sia finita ! Anche al momento dell’ultim respiro,
sarà per Jenny l’estremo sospiro.
Oh, santi Numi, o patri Lari,
voi che dell’uom conoscete l’istoria,
già ben sapete che son solo i bari
che sempre riportan facil vittoria. . . .
Nel gioco della vita, cui son negato,
purtroppo lo scotto ho sempre pagato !

Nessun commento:

Posta un commento