sabato 9 maggio 2009

SUPERGA 4 Maggio 1949 (Scomparsa el grande Torino)

Dopo un lustro d ’atroce guerra
era l ‘Italia tutta in rovina:
vinti e laceri, morale a terra,
paréa utopia risalir la china.
E per rinascer far la nazione,
urgéa oprar la ricostruzione.
Doveasi l ‘unione ritrovare,
spegnendo il fuoco della diatriba
che ci vedeva l’un l’altro odiare,
spinti da lotta fratricida. . . . .
Era svanito l’italo orgoglio,
prostrato dal Duce e da Badoglio.
Or ricchi soltanto d ’altrui disprezzo,
senza risorse, senza speranza,
la resa pagan a caro prezzo,
dovuto scotto a tanta iattanza. . . .
Era fatale, in tanta vergogna,
esser derisi e messi alla gogna.
Urgèa dal baratro uscir fuori,
ritrovar armonia e serenità. . . . .
il patrio amore ridar ai cuori,
unire gli intenti in umiltà.
Il comune ideale era il cemento,
per l’italo neo risorgimento !
Quand’al ciel, in nuovo splendore,
a illuminare il nostro cammino,
saliva radioso il Tricolore,
per le imprese del grande Torino.
Allora l’Italia è rinsavita
ed ha ripreso gusto alla vita!
Era il Torino la nazionale,
che in tutto il mondo s’era affermato;
era un complesso fenomenale,
nel tifo il popolo ha compattato:
s’andava insieme, bandiere in testa,
tutti allo stadio a mirar lor gesta.
E con l’orgoglio di tanto ardore
per la straniera credibilità,
su rinnovata via dell’onore
ritrova l’Italia la dignità,
grazie ai granata, uomini buoni
che, scesi in campo, parèan leoni.
Quando a Caselle,quel dì di maggio,
del lor volo da quel di Lisbona
vien dato il nunzio ch’è all’atterraggio,
l’Apocalisse scuote la zona. . .
Con un terribile, grande boato,
l’aereo sul colle s’è schiantato!
Sempre uniti in una sorte,
in campo o fuori, ogni momento,
periron insieme in una morte,
lasciando il pianto e lo sgomento.
L’itala gente non si dà pace,
mai rassegnata al dolor soggiace!
E nella notte si sono uditi
dalla Superga, giù per le valli,
di zoccoli l’eco e di nitriti
delle Walkirie su lor cavalli . . . .
Raccolti gli invitti della palla,
seco li addusser nel Walhalla.
Ora con gli Asi del dio Odino,
infra gli eroi votati alla gloria,
riede la squadra di quel Torino,
fattasi mito, leggenda e storia.
Scolpisci i lor nomi, divina Clio,
così che non cadan mai nell’oblìo!

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